Elezioni regionali 2010

Pubblichiamo l'appello del Presidente FISM Veneto Ugo Lessio:

CHISSÀ CHE SIA LA VOLTA BUONA!
Diciamo la verità: non è che il rapporto tra i cittadini e la “politica”, in questo periodo, sia così felice.
Eppure “l’arte del governare” (così è definita la politica) è fondamentale nella vita sociale. E i cittadini, giustamente, si rivolgono alla “politica”, mediante la democrazia, per chiedere una buona amministrazione della cosa pubblica. Dobbiamo confrontarci con la politica chiedendo a chi la esercita, impegno assiduo e disinteressato, attenzione al bene comune, senso dello stato, competenza, ecc. Il 28 e il 29 marzo prossimi nel Veneto si rinnova il Consiglio Regionale: cinque anni di legislatura molto importanti per le grandi questioni sociali che investono le nostre comunità: il lavoro, l’economia, l’ambiente, il territorio, la sicurezza e l’accoglienza, il federalismo, ecc… ,ma anche per la scuola dell’infanzia paritaria, cioè quella che la legge include, insieme con quella statale, a parità di condizioni, nel sistema pubblico nazionale dell’istruzione.
Ma non è così. Non ci sono parità di condizioni. Non c’è giustizia nella scuola dell’infanzia finché non ci sarà effettiva parità scolastica! Le famiglie che portano i bambini alle nostre scuole devono “subire un trattamento economico” (rette) ben maggiore di quelle che portano il loro bambino alle scuole materne statali o comunali. I gestori delle scuole paritarie (parrocchie, associazioni, enti morali, congregazioni religiose, ecc.) continuano a svolgere il loro importante servizio nella permanente sofferenza per la pochezza e per il ritardo dei contributi pubblici. Non sanno se potranno “aprire scuola” per l’anno successivo.
Scuole costruite, amate e sostenute dalle comunità locali, che le famiglie scelgono per il loro progetto educativo cristianamente ispirato, per la loro qualità educativa, per l’amore e la competenza di chi vi opera, per essere straordinaria occasione di incontro delle famiglie, devono continuamente “elemosinare” contributi, offerte e, purtroppo, chiedere alle famiglie aumenti di rette.
Il ruolo della Regione – la FISM sta insistendo moltissimo su questo tasto – è centrale per risolvere la questione. Il Veneto - una regione “speciale” perché due bambini su tre, dai 3 ai 6 anni, va alla scuola dell’infanzia paritaria - deve promuovere quanto prima un “sistema regionale di servizi educativi” e della prima infanzia a misura dei bisogni delle famiglie e delle comunità.
Negli ultimi mesi ci sono stati segnali positivi: è stato avviato (e continua) il confronto tra il “governo” della regione e la FISM sulla necessità di riorganizzare la rete delle scuole dell’infanzia e dei servizi della prima infanzia. Inoltre il consiglio regionale, il 4 febbraio scorso, ha approvato, in sede di bilancio 2010, un discreto aumento del contributo regionale con una decisione trasversale, da destra a sinistra. È un segno positivo cui deve far seguito,però, nella prossima legislatura, un impegno preciso del nuovo Consiglio Regionale. In questo periodo elettorale abbiamo raccolto le promesse e gli impegni di molti candidati, che ritengono la questione delle scuole dell’infanzia importante e ineludibile.
Staremo a vedere e ..chissà che sia la volta buona!
Ugo Lessio

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